La Saporita: viaggio nella città del cibo

La Saporita:Uova, parmigiano, farina, macinato di carne, salumi di maiale: la formula gastronomica di Bologna e del suo entroterra. Pochi, gustosi elementi.

Uova, parmigiano, farina, macinato di carne, salumi di maiale: la formula gastronomica di Bologna e del suo entroterra è tutta nella ricombinazione di pochi, gustosi elementi. Conoscerne la chimica è avere una chiave per l’anima della città, tra la nebbia avvolgente della Bassa e il rigore delle colline.

Legatissima ai suoi piatti forti, Bologna si è trasformata negli ultimi anni in una food town: i turisti, specie un tempo quasi sconosciuta, arrivano per visitare monumenti, musei, manifestazioni culturali come Arte Fiera e Art City, ma anche per mangiar bene.

Così le occasioni e le tipologie di locali in cui gustare tortellini e tagliatelle, torta di riso o crescentine, nonché le rivisitazioni delle pietanze della tradizione, sono cresciute in maniera esponenziale. 

Bologna: la città del cibo

È ancora possibile gustarle tutte, queste meraviglie, evitando le brutte sorprese dei locali mordi e fuggi. Basta andare a piedi o in bicicletta tra i vicoli del centro storico, spingersi nella prima periferia prendendo un bus, mescolarsi alle signore che fanno la fila in pelliccia dal panettiere o in rosticceria, fermarsi tra i banchi del Mercato di Mezzo, nel quadrilatero medioevale accanto a Piazza Maggiore, godersi l’aperitivo con gli studenti nelle vinerie, finire la giornata in osteria, per carpire qualche segreto della “grassa e dotta”, come da sempre viene chiamata la città.

La Saporita:Uova, parmigiano, farina, macinato di carne, salumi di maiale: la formula gastronomica di Bologna e del suo entroterra. Pochi, gustosi elementi.
Mercato di Mezzo

Immaginiamo che arriviate al mattino: percorrendo il portico del Pavaglione che corre parallelo alla basilica di San Petronio, passerete accanto al museo archeologico (in questi mesi ospita una bella mostra sugli etruschi) e alla biblioteca dell’Archiginnasio, per poi incontrare Zanarini, con i tavoli all’aperto su piazza Galvani, un classico per la colazione.

La Saporita:Uova, parmigiano, farina, macinato di carne, salumi di maiale: la formula gastronomica di Bologna e del suo entroterra. Pochi, gustosi elementi.
Zanarini è un classico per una colazione bolognese

Alla fine di via Ugo Bassi, invece, potrete accomodarvi al bancone dell’elegante pasticceria Gamberini, aperta dal 1907, o arrivare fino a via Oberdan, da Terzi, per un caffè da intenditori.

Segue lo shopping gastronomico. Non si può ripartire senza una scatola di tortellini: per comprarli si va da Paolo Atti & figli, nei due negozi di via Drapperie e via Caprarie, dove sono da provare la torta di riso, la torta di tagliatelle e la pinza ripiena, tutti dolci che sanno di domeniche a casa della nonna.

Se invece preferite la mortadella bolognese, la salsa verde o la mostarda per accompagnare i bolliti (a Bologna, il “lesso”), le botteghe da non mancare sono Tamburini, ancora in via Caprarie e la Baita, in via Pescherie Vecchie.

Per il pranzo, proprio sotto le due Torri, in piazza Ravegnana, si trova la Bottega Portici (pasta fresca fatta espressa ma senza servizio al tavolo, insomma un po’ stile street food, ma con una bella vista su piazza Ravegnana).

A poca distanza c’è un’opzione più raffinata: il bistrot Camera con vista, al pian terreno – con stanze affrescate- di un antico palazzo nobiliare di piazza Santo Stefano. Se passerete il pomeriggio tra le boutique e gli artigiani del centro, dalle 18 in poi in poi sarete pronti per l’aperitivo.

La Saporita:Uova, parmigiano, farina, macinato di carne, salumi di maiale: la formula gastronomica di Bologna e del suo entroterra. Pochi, gustosi elementi.
Camera con Vista Bistrot

All’osteria del Sole, in vicolo Ranocchi, l’insegna dice semplicemente “Vino”: del resto, visto che sta lì dal 1465, non ha molto bisogno di farsi conoscere. Per tradizione ci si può portare qualcosa da stuzzicare da fuori, ma bisogna comprare il vino del locale.

A pochi passi, in via Clavature, da Rosarose potrete bere un cocktail o un bicchiere di “frizzante”, accompagnandolo con un tagliere di crescentine (sono fritte, ma leggere), salumi, formaggi e pinzimonio.

Infine, la cena. Di trattorie e osterie che si concentrano su prodotti del territorio ce ne sono molte. I gourmet vanno all’Osteria Bottega, in via Santa Caterina, per mangiare la faraona arrosto, le lasagne verdi col ragù, le tagliatelle con i funghi prugnoli, ma se non vi dispiace spingervi fuori porta, appena oltre l’anello dei viali cittadini ci sono due ristoranti da provare: Al Cambio, in via Stalingrado, trovate le tagliatelle alla bolognese ma anche invenzioni come lo spaghetto con il friggione e il parmigiano reggiano o, tra i secondi, le polpette con ripieno di tortellini.

All’Antica Trattoria della Gigina, in via Stendhal, vi sembrerà invece di tornare indietro nel tempo: camerieri in bianco e il fumo delle pietanze che fa annebbiare gli specchi alle pareti. Fuori fa freddo e la strada si perde verso la pianura, dentro il calore del brodo del brodo dei passatelli e dei tortellini riscalda l’aria. Ora potete concedervi un bicchiere di rosso e brindare a Bologna.

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