10 CURIOSITA’ SU BOLOGNA

Ecco le 10 curiosità su Bologna:

  • Bancarotta: nella piazza Maggiore di Bologna c’è la sede dell’antica Borsa, Palazzo Re Enzo, all’epoca i banchieri avevano ognuno un proprio banchetto di legno e quando fallivano, il loro “baco” veniva fisicamente rotto a martellate, da cui ecco la nascita della parola “bancarotta”.
  • La lapide sbagliata sopra la statua di Gregorio XIII. Se ci fate caso, all’ingresso del palazzo del comune c’è un enorme statua di bronzo di Papa Gregorio XIII, quello del calendario gregoriano per intenderci, che è stato un personaggio molto importante per la città data la sua origine bolognese. La cosa strana è che proprio sopra la sua testa c’è una lapide in marmo che cita “Dius Petronius protector et pater” apostrofandolo come San Petronio, il patrono della città. Come mai? un errore? No una difesa! Durante la conquista di Napoleone lui usava saccheggiare le città occupate fondendo le statue dei papi per crearne altre con la sua immagine. Dato che quella statua era molto amata dalla città l’hanno camuffata come se fosse San Petronio in modo da non farla fondere, ed infatti così fu.
  • Il tridente della Maserati. Che il simbolo della Maserati sia un tridente è noto a tutti, la sua ragione meno. La Maserati è una casa Bolognese e la Fontana di Nettuno è uno dei simbolo della città, così per sottolineare la propria appartenenza la casa automobilistica ha “strappato” il tridente di Nettuno e lo ha messo sulle proprie macchine.
  • Tutta facciata il palazzo Re Enzo. Diciamo pure che questo palazzo è creatore di modi di dire, se lo si guarda da Piazza Maggiore non si vede niente di strano, se lo si guarda dalla strada laterale si vede chiaramente che la struttura originale era molto diversa e soprattutto molto più povera. Infatti quando lo stato Pontificio occupò Bologna volle avere nella piazza principale solo palazzi ad effetto, ma non volendo abbattere questo grande edificio decise di ricoprire solo la facciata esterna, imbellendola con marmi e decori.
Palazzo della Borsa Bologna
  • I fiori del palazzo del Podestà. Le mura laterali del Palazzo del Podestà sono ricoperte di motivi floreali incisi nella pietra, si dice che non ce ne siano due uguali, e son più di 2.000!
  • Il voltone del Podestà: Il palazzo del Podestà ha questa torre costruita su una volta, direi alquanto ardito, ma la cosa veramente unica è che passando sotto la volta ci sono due grandi costoni che collegano in modo incrociato gli angoli, conferendo alla struttura una meravigliosa peculiarità artistica. Se infatti vi mettete in un angolo della volta e sussurrate nel muro, la persona che si trova nell’angolo incrociato al vostro, sentirà perfettamente quello che dite. Questa trovata molto funzionale fu fatta per consentire durante la peste di essere confessati.
  • I tombini della neve. Vi capiterà di incontrare lungo le vostre passeggiate, degli strani tombini circolari di pietra. Questi tombini furono costruiti in età medioevale e avevano un utilizzo importantissimo, servivano per scaricarci la neve!! Pochi sanno che Bologna, come altre città dell’Emilia Romagna, in passato era attraversata da numerosi canali, con i secoli e con vari piani di bonifica questi canali furono deviati o sotterrati. Quando nevicava quindi si poteva raccogliere la neve a buttarla nel tombino della neve, perché al suo interno c’era appunto un corso d’acqua che avrebbe provveduto ad eliminare la neve. Molto pratico no?
  • Perché esistono i portici. Tutti sanno che Bologna è la città dei Portici, molti conoscono anche la loro lunghezza, ossia ben 40km ma in pochi sanno il loro perché. Il motivo è molto più interessante! Bologna è la città con la più antica università del mondo, quando fu creata attirò tantissimi studenti da tutto il paese, ma non c’erano abbastanza alloggi per accoglierli. In un primo tempo gli abitanti chiusero i propri balconi con delle verande di legno, ma dopo poco si capì che i ragazzi non potevano vivere 5 anni in un balcone di legno. Così si pensò di costruire un’ulteriore stanza verso l’esterno. Ecco come nascono i portici, i palazzi hanno aggiunto una stanza in avanti e per farla reggere c’era bisogno di una impalcatura sottostante, i portici. Quindi massimo utilizzo, non si rubava spazio alla strada, ma si dava più spazio alla casa, geniale!
  • La lezione d’anatomia. La grande novità dell’Università di Bologna era che aveva facoltà unificate, si potevano studiare moltissime carriere. Era una università di stampo laico dove gli studenti eleggevano i professori, c’è stata anche la prima donna professoressa di medicina. La struttura è ovviamente meravigliosa, in stile rinascimentale tutta affrescata, ma se vi capita di passarci vi consiglio di andare a visitare l’aula di anatomia. Si trova al primo piano è un teatro di legno con al centro un tavolo di marmo. Le lezioni di anatomia iniziavano alle 4 del mattino, senza luci, solo con le candele, il professore restava in cattedra mentre un addetto sezionava il cadavere e continuava finché non si era spiegata ogni parte del corpo. Se ci fate caso, sul fondo in alto c’è una piccola finestra chiusa, quella serviva perché ogni tanto poteva passare un monaco domenicano a controllare lo svolgimento della lezione. Infatti era molto importante mantenere sempre coperti i genitali e non prendere mai il cuore con le mani.

  • Il compianto di Cristo. Bologna faceva parte dello stato Pontificio e seguendo la via Emilia si arrivata dritti a Roma senza pagare dazio, i fedeli andavano spesso in pellegrinaggio e per prepararli a quello che avrebbero visto a Roma o addirittura a Gerusalemme, dovevano pregare davanti al Compianto di Cristo, ossia la rappresentazione della deposizione del corpo. Nel 1435 Nicolò dell’Arca creò un opera magna: Il Compianto di Cristo, che si trova all’interno della Chiesa di Santa Maria della Vita. È un’opera completamente innovativa rispetto all’arte dell’epoca. Si tratta di un complesso di statue a grandezza naturale di terracotta. Il Cristo è morto sul pavimento, al suo fianco la guardia che lo ha deposto dalla croce e intorno a Lui le donne. È stata la prima scultura realista della storia, i personaggi sono ritratti con i vestiti contemporanei del ‘400, e grossa novità, urlano il loro dolore. Le movenze, i gesti, la mimica straziano il cuore. Sicuramente la figura dominante è Maria Maddalena, che corre urlando dal suo amato, il dinamismo e l’espressione ti commuovono. Si dice che Nicolò dell’Arca sia stato così realista perché all’epoca viveva nel convento di Santa Maria della Vita che era un ospedale e quindi era abituato a vedere scene di dolore molto simili.
Il compianto di Cristo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *